I MATERIALI A BASSISSIMO IMPATTO AMBIENTALE PER L'ISOLAMENTO TERMICO:

 

Avere casa calda senza inquinare?

 

Esistono almeno 7 modi per farlo.

 

Stiamo parlando dei materiali isolanti naturali.

 

In questo articolo trattiamo una categoria specifica di questi materiali: quelli di origine vegetale.

 

Cosa significa esattamente?

 

I materiali naturali si dividono in tre categorie:

Vegetale;

Minerale;

Animale;

 

Come è facile intuire, i primi derivano dal regno delle piante, i secondi da quello delle rocce ed i terzi dalla fauna.

 

Ogni categoria presenta vantaggi e svantaggi, ma ognuna di loro costituisce una soluzione completamente ecologica per isolare termicamente un’abitazione.

 

Vediamo le caratteristiche dei materiali di origine vegetale, in sintesi:

 

Elevato potere isolamento termico;

 Elevato potere isolamento acustico;

 Buona traspirabilità;

 Invulnerabili all’umiidtà;

 Durevoli;

 Adatti per gli interni;

 Atossici;

 

Compresi i principali vantaggi dei materiali di origine vegetale, vediamo adesso alcuni di loro nello specifico.

 

Fibra di Legno.

 Uno dei materiali più utilizzati nella bioedilizia è quello della fibra di legno naturale, biodegradabile ed eco sostenibile.

 

Il legno è l’alleato ideale per realizzare una casa dove il comfort termico è l’elemento fondamentale: grazie alla sua capacità di non far disperdere il calore e di mantenere gli ambienti freschi in estate è il materiale ideale da impiegare in edilizia.

 

Si tratta di un materiale completamente ecologico, infatti si ottiene dagli scarti di legno di segheria macinati e successivamente incollati con la lignina, la resina naturalmente prodotta dal legno.

 

Il suo punto di forza è dato dalla capacità di isolare la casa dai rumori e soprattutto dal calore, trattenuto per un tempo più prolungato rispetto agli isolanti tradizionali.

 

 

 

Sughero

 Ampiamente utilizzato in edilizia, resistente agli insetti e atossico.

 

Stiamo parlando del sughero, un materiale 100% ecologico divenuto nel tempo una delle soluzioni più adottate nel campo degli isolanti.

 

I pannelli isolanti in sughero sono prodotti dalla scorza della quercia da sughero, la quale è lavorata fino ad assumere le sembianze di pannelli.

 

Se non viene trattato con dei collanti, il sughero rappresenta un valido isolante biocompatibile e traspirante caratterizzato da un fattore di peggioramento pari a zero.

In sostanza, è inattaccabile da insetti e roditori e non marcisce. Ed è proprio la sua longevità che lo rende un materiale conveniente per coibentare casa, in quanto permette negli anni un risparmio energetico notevole.

 

 

Fibre di canapa

 Tra i numerosi impieghi della canapa figura anche quello dei pannelli isolanti utilizzati nella costruzione di edifici.

 

Per produrli, si riducono in trucioli i fusti della pianta, si uniscono a un collante naturale come l’amido di patate e, infine, si compattano ad alte temperature.

 

Grazie alla fibra molto resistente al logorio e al canapulo (parte legnosa contenuta all’interno della pianta) con ottime proprietà assorbenti, la canapa si presenta come un isolante naturale molto efficace: leggero, traspirante, resistente a muffe, insetti e incendi, biocompatibile e riciclabile.

 

Da dove deriva la fibra di canapa? Essa viene lavorata a partire dalla Cannabis, pianta in grado di crescere nei climi temperati.

 

A comporre i materiali isolanti sono le fibre scartate dalle industrie tessili: caratterizzate però da grande resistenza meccanica oltre che da una polpa ricca di cellulosa ed elastica.

 

 

Fibra di Cellulosa

 La fibra di cellulosa proviene dal riciclo di carta di giornale trattata con sali di boro che la rendono resistente agli incendi e agli insetti.

 

Tra le sue funzioni vengono riconosciute l’isolamento dal freddo e l’assorbimento del caldo; il suo utilizzo consente di mantenere temperature gradevoli in casa anche in estate.

 

In ottica di riciclo ed edilizia sostenibile, anche la carta diviene “campo” di sperimentazione e ricerca. Come si realizza la fibra di cellulosa?

 

Questo materiale viene ricavato dagli scarti di produzione dei quotidiani e, grazie a una speciale tecnica di riciclaggio e all’aggiunta di sali minerali e polvere di boro, viene “trasformata” in fibra di cellulosa.

 

 

Lana di Pecora

 Questo materiale d’origine animale ha caratteristiche biologiche che gli conferiscono una particolare capacità climatizzante sia contro il freddo che contro il caldo.

 

Essendo inoltre idrorepellente, è in grado di assorbire fino al 33 per cento di umidità riducendo il rischio di condense che danneggerebbero l’edificio.

 

Si tratta, infine, di una risorsa prima rinnovabile e riciclabile, derivata dagli scarti di lana dell’industria tessile, sottoposta a trattamenti specifici e non impattanti che la trasformano in pannelli isolanti affidabili anche contro gli attacchi di eventuali parassiti.

 

 

 

Fibre di Cocco

Seguendo la tradizione indiana, l’isolante di fibre di cocco si ottiene prelevando la parte fibrosa della noce di cocco, immergendola in acqua e fango per sei mesi e lasciandola essiccare al sole.

 

Grazie a questo processo di macerazione, la fibra di cocco verrà privata delle sue parti organiche putrescibili rendendola, così, durevole nel tempo.

 

Durante la pressatura, che avviene in Europa, il composto ottenuto può essere pressato insieme ad altre sostanze come la gomma naturale che lo rende idrorepellente e liscio al tatto.

 

Come vedi esistono molti modi per isolare la casa in maniera del tutto naturale.

 

Alcune soluzioni sintetiche, tuttavia, impattano l’ambiente in maniera altrettanto minima ma con prestazioni molto più elevate.

 

Si tratta ovviamente di soluzioni avanzati e con alle spalle studi rigorosi.

 

Una di queste soluzioni è OnActive.

 

Con un impatto ambientale che è di poco superiore a quello dei materiali sopra citati, offre prestazioni cento volte superiori.

 

Inoltre l’applicazione è semplicissima e non c’è alcun rischio di degradazioni nel tempo.

 

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